Dopo l’udito, con questo articolo passiamo all’esplorazione del tatto; un senso importantissimo che ci permette di fare esperienza e di com-prendere il mondo intorno a noi.
Introduzione
Il tatto ci accompagna continuamente, anche quando non prestiamo particolare attenzione alle informazioni che riceviamo attraverso la pelle, le mani o i piedi.
“Prendere per comprendere”, diceva uno dei nostri insegnanti. E per noi non potrebbe essere più evidente!
Pensiamo a un bambino molto piccolo: non appena è in grado di afferrare gli oggetti, comincia a prenderli, manipolarli, girarli tra le mani. In questo modo scopre progressivamente alcune delle loro caratteristiche e fa esperienza del mondo che lo circonda anche attraverso il tatto.
E non è un caso che le mani occupino una rappresentazione molto ampia nella corteccia somatosensoriale rispetto alle loro dimensioni fisiche, proprio per la quantità e la precisione delle informazioni tattili che sono in grado di discriminare.
Nella vita quotidiana, però, gran parte di queste informazioni può facilmente rimanere sullo sfondo. Tocchiamo ogni giorno superfici relativamente uniformi e prevedibili e compiamo moltissimi gesti senza prestare particolare attenzione a ciò che stiamo percependo.
Nel bosco la varietà degli stimoli cambia: la consistenza del terreno, la temperatura dell’aria, l’umidità sulla pelle, la corteccia degli alberi, il vento.
Questo fa sì che durante un’esperienza di Forest Bathing non servano tecniche particolari per coinvolgere il tatto. Spesso, è sufficiente portare attenzione a ciò che il corpo sta già percependo.

Il corpo nel quotidiano
Molte delle nostre attività quotidiane richiedono attenzione mentale continua, mentre ciò che percepiamo attraverso il corpo può facilmente passare inosservato.
Camminiamo senza prestare attenzione alla qualità dei nostri passi, tocchiamo oggetti senza accorgerci della loro consistenza, attraversiamo gli ambienti senza entrare realmente in contatto con essi.
In sintesi, tocchiamo continuamente, ma non sempre ci lasciamo toccare.
Il tatto nel bosco
Nel bosco, molte di queste informazioni diventano più evidenti.
L’ambiente naturale, infatti, offre una quantità enorme di stimoli tattili differenti: in Natura le superfici sono irregolari, ci sono continui cambiamenti di temperatura e di umidità nell’aria, nel terreno mutano le consistenze e gli appoggi sono talvolta instabili.
Quando camminiamo lentamente nel bosco, il nostro corpo viene ingaggiato in maniera differente e se ci diamo l’intenzione di portare lo sguardo all’orizzonte senza guardare i nostri piedi, scopriamo che proprio i nostri piedi sono in grado di adattarsi continuamente a ciò che trovano.
Il terreno cambia e il peso del corpo si redistribuisce, mentre l’equilibrio si modifica passo dopo passo.
Anche le mani tornano gradualmente a percepire: la ruvidità della corteccia degli alberi, la morbidezza del muschio, la temperatura delle pietre, la consistenza delle foglie.
In questo contesto, il tatto smette di essere un senso marginale e torna ad essere una forma diretta di relazione con l’ambiente; un mezzo privilegiato per fare esperienza del mondo intorno a noi.
Il contatto e la presenza
Il tatto ha una caratteristica particolare: quando gli prestiamo intenzionalmente attenzione, diventa molto difficile ignorare il corpo.
Non significa “disconnettersi dalla mente” – cosa che, secondo la nostra esperienza, risulta piuttosto complicata – ma accorgersi contemporaneamente di ciò che stiamo toccando e delle sensazioni che quel contatto produce in noi.
Durante un’esperienza di Forest Bathing, molte persone descrivono proprio questa maggiore percezione del corpo utilizzando parole come presenza, radicamento e connessione con ciò che le circonda.
E non servono pratiche complicate: può bastare camminare lentamente prestando attenzione alle informazioni che arrivano dai piedi oppure appoggiare una mano su un albero e percepire le caratteristiche della corteccia.

Una pratica di contatto in Natura
La prossima volta che ti trovi nel bosco, potresti rallentare progressivamente la velocità dei tuoi passi.
Trovare un luogo che senti adatto a te e fermarti per qualche istante ad ascoltare gli stimoli che arrivano.
Quando ti sentirai pronta, potresti scegliere un elemento naturale con cui entrare in contatto: potrebbe essere una pietra, la corteccia di un albero, il terreno, una piuma, una foglia, il muschio… ciò che vuoi.
Prima di nominarlo mentalmente o interpretarlo, porta la tua attenzione sull’elemento e osservane temperatura, consistenza, peso, rigidità o morbidezza.
Rimani in ascolto e, infine, porta l’attenzione sulle sensazioni che emergono nel corpo.
Resta per qualche istante in questo contatto diretto, senza cercare altro.
Per nostra esperienza, l’aspetto più complicato di queste pratiche apparentemente così semplici è farle senza anticipare l’esperienza: tornare ad essere quel piccolo bambino che prende in mano gli oggetti per scoprire il mondo che lo circonda.
Conclusione
Durante un’esperienza di Forest Bathing, portare attenzione al tatto significa tornare a percepire informazioni che riceviamo costantemente, ma che spesso rimangono sullo sfondo nella quotidianità.
Non servono pratiche particolari. Serve soprattutto il tempo per accorgersi di ciò che il corpo sta già percependo.
E quando iniziamo a prestargli attenzione, possiamo accorgerci anche di un’altra cosa: quando tocchiamo qualcosa, siamo sempre toccati a nostra volta.